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Preserva il tuo udito!

Allora premettiamo che non c’è un utilizzo migliore o sbagliato di un accessorio rispetto a un altro, purché si rispettino le loro funzioni. Quindi ovviamente mettersi i tappini nel naso non proteggerà le orecchie.

Ci sono contesti in cui una soluzione è largamente più utile rispetto a un’altra. Monitor e tappini svolgono compiti completamente differenti tra loro, anche se parzialmente sovrapposti. Cioè permettono di proteggere l’orecchio più o meno bene, dipende dal tipo di accessorio.

Questo unito all’ottenere un ascolto migliore della musica che si sta suonando. In generale i tappini sono più indicati per contesti in cui non ci sono mezzi di protezione adeguati sul palco. Per una onemanband non sono esattamente la soluzione migliore, anche se dipende largamente dai gusti.

Quali sono le funzioni dei tappini?

Il tappino per le orecchie protegge il tuo udito dalla violenza della pressione acustica. In particolare da quella fuori controllo, su un palco o in sala prove o nel caso di un one man band nello studio domestico.

Una volta fatti i volumi si può avere un’idea accettabile del grado di pericolosità, anche semplicemente utilizzando un misuratore di decibel di un cellulare. Sebbene alquanto poco preciso, da un’indicazione più oggettiva rispetto al gusto personale.

Dall’altro preservano un evento indesiderato, ad esempio l’innesco di un feedback fra amplificatore e microfono che potrebbe lasciare segni molto gravi che si chiamano acufeni. Questi sono un grosso pericolo per qualsiasi musicista, fonico e quant’altro. Soprattutto sono quasi completamente impossibili da recuperare, esponendo quindi l’udito a un degrado terribile.

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Tappi semplici interni, sono adatti per chi sul palco o in studio sa che cosa sta facendo, per le prove e per ovattare in generale l suono. Sono validi, quasi il top per un professionista nella fascia di prezzo. Hanno il vantaggio del cordino per non perderli, quindi quando registri drum loop ti sono d’auto.

Elegantemente discreti, da tenere sempre per le tue prove in solitaria a volumi strabilianti e per le quattro volte all’anno che ti esibirai dal vivo.

Ottimi se suoni spesso, se cerchi qualità e vuoi preservare l’udito restando però aggiornato su tutti i disastri che capitano live…

Buoni se hai bisogno di metterli e levarli di continuo.

In ear monitor

I tappini per le orecchie bloccano gran parte della pressione sonora, lasciando il suono intellegibile. Questo mentre invece gli in ear monitor fanno un lavoro completamente differente. Con il tappino si blocca il suono proveniente dall’esterno e basta, quindi potrebbero scomparire interi parti dello spettro uditivo,come ad esempio il suono della chitarra o la grancassa.

Per una one man band questo non dovrebbe essere un grande problema, perché di solito gli elementi più distruttivi non sono presenti, come la batteria. Gli in ear monitor invece sono strumenti molto più intelligenti, anche se più costosi.

In sostanza, queste versioni avanzate delle cuffiette, eliminano le casse spia dal palco e le portano direttamente nell’orecchio. Lo fanno coprendo le suoni entrata dall’esterno quasi del tutto. Il risultato è quello che si riesce a sentire meglio ciò che ci serve di udire in spia, ad esempio, nel nostro caso le basi e non si è disturbati.

Gli in ear monitor funzionano come normali cuffiette, in alcuni casi ,mentre alcuni modelli sono anche alimentati perché hanno un preamplificatore e sensori per riconoscere i suoni da attenuare, per un suono più coinvolgente.

In pratica per una one man band possono essere l’accessorio definitivo. Infatti bloccano del tutto le entrate degli strumenti del palco, ma li fanno sentire nelle orecchie e si possono anche utilizzare per sentire, attraverso il proprio microfono della voce, le richieste del pubblico.

In generale a seconda del tipo di esecuzione che si intende fare gli in era monitor possono essere la soluzione o un errore di evitare. Se tutto deve andare in sincrono ed essere perfetto, ad esempio con un click midi per coordinarsi con le basi, allora questa è la chiave. Altrimenti meglio restare con i classici monitor che non dovrebbe coprire praticamente nulla ma essendo soltanto rimando sul palco possono stare più bassi.

In sala prove, invece, è il contrario di in ear monitor sono sostanzialmente inutili a meno che non si suoni la batteria, mentre i tappini possono fare la differenza, perché anche se la stanza è ben trattata un feedback improvviso o una cattiva valutazione dell’intensità sonora possono lasciare conseguenze.

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Leggeri, versatili soprattutto affidabili questi in ear sono prodotti da uno dei marchi leader storici nel settore dell’audio e della microfonia. Offrono un’ottima gamma di basse e definizione, con un livello di separazione dall’esterno eccezionale. Questo considerando anche che si tratta di un prodotto della fascia più bassa. Dello stesso brand si possono trovare anche le versioni super pro, talmente elaborate da avere sistemi di cancellazione attiva e subwoofer integrati nello spazio di un paio di cuffiette.

Se si prova a paragonare la qualità audio di queste con quelle tanto strombazzate appena acquistate per i cellulari di un noto marchio alla stessa cifra, ci si accorge di aver comprato fuffa e che era probabilmente molto meglio restare con il cavetto e godersi la musica a un livello semplicemente unico.

Le in ear a di questo tipo sono anche perfette se devi andare in palestra. Basta, infatti, un cerottino sulla schiena e puoi evitarti tutta la musica schifosa con cui gli altri fanno esercizio sparata a livelli incredibili!