Una bella mattina ti svegli, guardi intorno e ti accorgi che la tua casa è completamente priva di dischi di platino. Non ce n’è neanche uno. Non ci sono gigantografie tue prese da riviste alla moda e non ci sono neanche amanti che dormono placidamente dopo una notte sfrenata. Le uniche cose che ti circondano sono quella ventina di distorsori di dubbio gusto che hai comprato per costruire il tuo sound senza che loro lo sapessero. Tutti quegli effetti stravaganti tra riverberi, delay, chorus, flanger e cose più esotiche che hai scoperto di non supportare e che non sai come usare, ma che non vuoi vendere perché “un giorno ti serviranno”. E poi c’è lui, l’oggetto più bello mai costruito sulla faccia della terra: il tavolino pieghevole.
È un po’ una polemica sterile, è vero, ma questa è la vita di gran parte delle one man band fallite, come me e te. E allora, improvvisamente, circondato da strumenti musicali che sai suonare in maniera mediocre, cavi rotti e tutto quello che non ti serve, hai un’illuminazione. Hai visto girare su qualche social i video di un tizio circondato da persone che lo ammirano e che si dedica a fare noise con i pedali. A parte il fatto che prendere una foto fuori contesto e considerarla un successo non è molto saggio da parte tua, ha veramente senso cercare di trovare il tuo sound in questo modo? Vediamolo.
1. Tanti Pedali, Tanto Onore: La Tua Collezione di Effetti
Un po’ come i metallari con le toppe, tu sei un’one man band collezionista di pedali. I vantaggi di possedere una collezione invidiabile di effetti, di marca e non, spesso comprati e mai utilizzati, qualche volta semplicemente rimasti in pedaliera per anni senza nessuna dignità, e in altri casi cavalli di battaglia che ormai non usi più perché sei rimasto a suonare da solo e punti a fare del “buzzettino” senza troppa dignità. È giunta l’ora di prenderli e metterli insieme a quel piccolo mixer che avevi comprato qualche tempo fa, oppure a questo, visto che non costa nulla, oppure a quest’altro che a sua volta non costa praticamente niente. E improvvisamente tirare fuori il capolavoro ambient e drone che hai sempre desiderato fare!
Diamo un’occhiata a che cosa fanno i pedali e come usarli:
- Distorsioni: Stuprano il tuo suono trasformando qualsiasi sorgente che non sia una chitarra in un disturbo vetroso stile “radio rotta di un camionista indiano”. Sono perfetti per mascherare abilmente la sorgente che hai scelto di utilizzare e trasformarla in qualcosa di super aggressivo. Mascherano, naturalmente, frustrazione e incapacità.
- Effetti di fase (Chorus, Flanger, Phaser): Praticamente utilizzabili su gran parte della chitarra che stai facendo. Spesso compaiono in dischi dove vengono però gestiti in maniera decente da un professionista, cioè non da te. Trasformano quel rumoraccio fatto con il distorsore in uno sfarfallio alieno più o meno interessante e, inoltre, hanno le manopole che ti permettono di regolare tutti i parametri.
- Delay e Riverberi: Adesso che hai creato un suono incoerente e inutilizzabile, sei pronto per attivare il tuo delay e il riverbero e mascherare tutta questa inutilità dietro un guscio di ambient. Sei praticamente arrivato allo splendore assoluto del tuo harsh noise. Stai attento perché, da bravo musicista fallito, girerai troppo spesso le manopole per renderlo piacevole. Quindi magari registra le performance e riascolta. Non fare il ganzo dicendo che “vanno bene così”, tanto non è vero.
2. Il Mixer: Il Cuore del Tuo Noise Estremo
Il mixer è fondamentale per un vero artista del noise estremo come te. Serve per prendere tutto lo schifo che stai producendo e metterlo insieme. Di solito il mixer si usa in modo tradizionale. Eviterei di sforzarlo perché, a differenza dei pedali, non è progettato per reggere bene il colpo. Quindi niente picchi in rosso o strani anelli per farlo fischiare (tipo mettere le patch tra ingresso e uscita) perché lo spacchi! E la mandata effetti del mixer la vuoi usare?
3. Le Sorgenti: Cosa Trasformare in Rumore Artistico
Adesso che hai fatto un setup che probabilmente è talmente instabile da “suonare da solo” anche in tua assenza (non in senso armonico e melodico, ma semplicemente produrre suoni, e sicuramente meglio di quelli che farai tu), puoi decidere di aggiungere qualcosa in più che magari ti aiuterà nello splendore della composizione.
Scegli il tuo strumento sorgente:
- Una tastiera: Magari ultra economica e comprata al mercatino per pochi spiccioli. Ha il grande vantaggio che non fischia da sola e che parte già con dei suoni da storpiare. Altrimenti, buttati su questi modelli che sono economici e fanno al caso tuo.
- Microfono: Già che ce l’hai, sono sicuro. Metti un bel cavo jack o un adattatore come questo (se non sai fare, vai a questo link che ti faccio vedere come preparare la saldatura). E con il microfono, parla, ladra o fai altre cose. I suoni che produrrai con la tua boccuccia sono esattamente quelli più perfetti dell’universo per produrre un vero capolavoro di art noise e permetterti anche di esprimere a parole quanto fai schifo.
- Strumenti veri: Sei un fallito, e quindi in casa, se guardi bene, troverai una serie di strumenti veri: dalla batteria elettronica che non sai suonare, a quel rullante di quando avevi sedici anni, fino alla tua chitarra ultrasettata con tante di quelle modifiche che ormai è un cyborg e potrebbe diventare il tuo oscuro super signore molto rapidamente. Oppure un basso. Se non li hai in casa e vuoi sperimentare, vai su Amazon e compra uno strumento didattico da 50 euro o poco più, come questo. Lui farà una vita migliore rispetto a quella che gli toccherebbe se finisse in mano a un bambino, e tu sarai felice di avere uno strumento che alla fine suona di nicchia e che va benissimo per il tuo progetto quasi incomprensibile, ma estremamente ispirato.

4. E Se Vuoi di Più? La Magia della Loop Station/Workstation
Se vuoi di più, devi aprire il cassetto magico in cui tieni lei: l’oggetto che ti ha fatto sbavare e che, quando l’hai comprato, ti ha messo in evidenza il fatto che la tua vita è in crisi. La loop station/workstation. Poi registrare il tuo schifo e rimandarlo in loop per lavorarlo tutte le volte che vuoi. Con la loop station puoi rendere ritmico qualcosa che non lo è, ripetere due volte lo stesso schifo in maniera differente per ottenere simpatiche nuance sonore e combattimenti ottave e altro. Ma soprattutto, auto-convincerti di avere una coerenza musicale in questo bellissimo progetto.
5. Ha Senso Diventare un Artista di Harsh Noise per il Pubblico?
Non proprio. Se ti aspetti che la gente venga da te applaudendoti, allora dovresti cominciare a prendere le tue medicine. A meno che tu non sia l’eroe locale o il “caso umano” dell’ambiente musicale del tuo paesello o del tuo quartiere. E allora, magari qualcuno verrà e ti dirà anche che sei bravo perché non ci capiscono niente e vogliono assecondarti. E alla fine, sono tutti ubriachi perché, ovviamente, farai questo spettacolo dentro il circolino compiacente di martedì sera.
Dal punto di vista delle registrazioni, no, non è particolarmente utile, a meno che tu non sia il genio della situazione (cioè, saranno 12.000 uguali ai tuoi, anche di più). Puoi sempre caricare il materiale su Bandcamp o su un’altra piattaforma, ma non ti aspettare grandi picchi di ascolti. Magari qualcuno darà un’occhiata al tuo “prodottuccio”, ma fondamentalmente è più una masturbazione tua personale, personale che ti consiglio, fra l’altro, perché ti leverà un sacco di frustrazioni e, se non altro, ti consentirà di occupare del tempo in maniera molto migliore rispetto a guardare qualche serie scadente su Netflix alla tua età. (Netflix non mi piace.)






